The Substance (anno 2024, scritto e diretto da Coralie Fargeat) è un film drammatico che mi ha travolto. Mi ha riempito di pensieri ed emozioni. Input incredibili: immagini, suoni, percezioni.
Nessuno dei 5 sensi è stato risparmiato.
In parte, ricorda il film “il cigno nero” e la rincorsa della perfezione a tutti i costi.
Una perfezione che nasconde un aspetto di se stessə mostrificato.
Ogni personaggio è un satellite, legato agli altri da un opportunismo dilagante, dove le relazioni non sono contemplate.
Nascondono una mancanza totale di accettazione della propria umanità e vulnerabilità.
Tutto questo viene mascherato dal potere, dalla ricerca di conferme e dai mille lustrini della notorietà.
Una escalation che non si ferma nemmeno di fronte al dolore, alla propria vita e alla propria morte.
Si salgono i gradini del successo, velocemente, senza guardare dove si mettono i piedi, senza preoccuparsi se abbiamo calpestato qualcuno…noi, per esempio.
Vogliamo ammirazione, vogliamo piacere, siamo dispostə a tutto per vendere l’ anima guardando, in diretta, la nostra distruzione.
E l’assassinə siamo noi.
Anche nella consapevolezza di quello che stiamo facendo, continuiamo imperterritə a voler essere migliori, di non si sa chi o cosa.
Pensiamo che quella sia la strada per la felicità.
Come può renderci felici qualcosa che ci fa a pezzi?
Cadono maschere, una dopo l’altra, mostrando come ci percepiamo davvero: esseri da modificare, da rendere come gli altri si aspettano o da nascondere, per non vergognarci.
Apparire per non soccombere.
Pensiamoci: spesso abbiamo creduto o accettato soluzioni magiche da persone che non conoscevamo, ci siamo fidatə senza rete di sicurezza, abbiamo ceduto a tentazioni apparentemente risolutive, al buio, senza garanzie, pur di spegnere quel malessere, quel terrore, quel dolore.
La protagonista del film, accetta di assumere una sostanza sconosciuta (“La sostanza ci trasforma, ma siamo noi a decidere in cosa”), accetta di martoriare il suo corpo e di perdere energia vitale, per creare un’altra se stessa, per mantenere intatta l’immagine, l’illusione e le aspettative del mondo, che osserva impietoso.
Entrambe le parti fanno l’unica cosa assolutamente vietata: entrano in competizione, lottano, mangiate dalla sete di continuare ad essere le prescelte, le uniche, le migliori. Non capiscono che devono collaborare.
Non capiscono che sono UNA E SOLA.
Se ci pensiamo bene, la sete di potere e la disperazione che alcune persone nascondono, possono far emergere oscure parti, disposte a tutto.
È un meccanismo di difesa che non prende in considerazione l’essere umano.Lo svende per pochi “denari”.
Potere, bellezza, successo, soldi, considerazione, sentirsi speciali: non ci sarebbe nulla di sbagliato se non fosse un baratto col nostro massacro.
Riflessioni?
Se non amiamo nessuna parte di noi, possiamo ucciderle senza pietà.
Se non ci apprezziamo, il nostro corpo e la nostra mente diventano nemici.
Ci sdoppiamo, come nel film.
Il nemico, il corpo, il nostro corpo, diventa esterno a noi ed è da combattere.
Se lo disprezziamo, stiamo disprezzando noi stessə, se gli facciamo male, stiamo facendo male a noi stessə, se lo trascuriamo, stiamo trascurando noi stessə e così via.
“Hai mai sognato una versione migliore di te stessə? Più giovane, più bellə, più perfettə. Una singola iniezione sblocca il tuo DNA, avviando una nuova divisione cellulare che rilascerà un’altra versione di te. Questa è la Substance. Tu sei la matrice. Tutto viene da te. Tutto sei tu. È semplicemente una versione migliore di te. Devi solo condividere. Una settimana per unə e una settimana per l’altrə. Un equilibrio perfetto di sette giorni ciascunə. L’unica cosa da non dimenticare: Tu. Sei. Unə. Non puoi sfuggire a te stessə”
E tu? Saresti capace di scegliere te stessə?