La fatica degli altri

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La fatica degli altri


Oggi sento addosso un peso che credo sia antico: la fatica, una parola che mi accompagna e, in questo periodo, si sta intensificando.
Sto parlando della fatica nelle relazioni sociali e familiari.
Mi sono accorta che sto cercando una normalità che non esiste.
Una normalità autonoma.
Mi spiego meglio: ci sono persone buie, persone che fanno finta che vada tutto bene e poi ti inglobano in un vortice inatteso dove tu fai parte, inconsapevolmente, di ciò che non va in loro.
Ci sono persone rassegnate che ostentano voglia di vivere, persone chiuse in se stesse che accusano gli altri di non esserci, persone malvagie che non sanno di esserlo.
Ci sono persone che con una leggerezza incredibile decidono di offendere per ciò che hai dato loro, in un opportunismo e in una pretesa davvero esasperate.
Persone che credono di sapere prima di conoscere.
Persone che credono che il mondo abbia la stessa forma dei loro pensieri e delle loro convinzioni.
E ancora: ci sono persone che pensano che “ io sono fatto così” sia la panacea per tutti i mali.
Persone adulte che non capisci come mai continuino ad avere comportamenti da bambini viziati e non riescano a fare un ragionamento basico che si impara all’asilo.
Ci sono persone faticose e relazioni faticose.
Ci sono persone e relazioni dove la mossa la deve sempre fare l’altro, la comprensione la deve avere l’altro, il limite lo deve mettere l’altro.
Ci sono persone che la vita gliela deve risolvere l’altro.
Non mi chiamo fuori da tutto questo.
Cerco però di farci caso.
Mi piacerebbe che mi fosse detto.
Potrei imparare e chiedere scusa.
Invece si sceglie il ghosting, si sceglie di lasciare l’altro nel nulla perché manca il fegato di affrontarlo.
Sapete cosa vi dico?
Arrangiatevi.
Arrangiatevi come fate arrangiare gli altri.
Muovete il c^lo come lo fate muovere agli altri.
O rimanete nel vostro divano virtuale senza rompere le balle.
Almeno per un po’.

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