Dentro al muro

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Dentro al muro


Muri bassi, muri alti, muri invalicabili, muri lisci, muri elettrici, muri fasulli, muri del pianto, muri protettivi, muri di cartone che si sciolgono con la pioggia.
Ci sono tanti muri che si affrontano nella vita. È Inevitabile: gli eventi e le relazioni, ci pongono di fronte alcuni ostacoli che dobbiamo decidere come affrontare. Se riguarda solo noi, la soluzione la possiamo trovare. Certo, dobbiamo attraversare il mare delle nostre emozioni; ci vuole tempo e fatica ma possiamo prendere delle decisioni. Tutto cambia quando il muro è dell’altro e non solo: tutto cambia quando ti ci chiudono dentro. Strano fenomeno: il muro appartiene a qualcun altro ma la murata viva sei tu. Così rimani lì, impotente, inerte, con la mancanza di respiro e la perdita di speranza che avanza, ora dopo ora, giorno dopo giorno, anno dopo anno. Ogni tanto senti dei rumori, là fuori. Si accende una piccola speranza, cominci a credere che sia finita e che ti tireranno fuori. “Ha capito!” Pensi. Passa un giorno, ne passano due e così via e nessuno spiraglio di luce illumina il tuo viso. Rimane tutto buio, senza aria. Vorresti protestare con i pugni e sbatterli fortemente per buttare giù il muro e per farti sentire ma le mani e le braccia sono completamente circondate di cemento e non possono muoversi . Anche la voce vuole uscire in maniera prepotente ma dopo un po’, il fiato si accorcia e ti senti ancora più debole e abbattuta.
Allora chiedi il perché di tutto questo . Lo chiedi a chi ti ci ha messo dentro e ti rendi conto che ti vede altrove e non dentro quel muro, ti rendi conto che non ha alcuna percezione di averti inchiodato nel suo problema, ti rendi conto che pensa che i suoi problemi non possano essere i tuoi e che tu puoi vivere tranquillamente e in serenità.
Così, per ora, sei completamente nelle sue mani: chiunque direbbe “vattene”! Ma come posso andarmene se sono murata viva? Come posso andarmene se l’altro non comprende il male che mi sta facendo? Come può una persona non rendersi conto che, tutto ciò che fa, ricade automaticamente sull’altro? Come si fa a negare l’evidenza per non dire a se stessi che, pur di salvare l’immagine positiva che abbiamo di noi, stiamo distruggendo l’altro?
Aiutatemi…. Vi prego. Sono dentro al muro….

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